Ci sono due scuole di pensiero per quanto riguarda le esibizioni di danza orientale, una predilige la precisione e la pulizia dei movimenti, l’altra si basa sulla spontaneità e sull’emozione del momento. Alcune danzatrici preferiscono esibirsi su una coreografia, preparando una serie di movimenti che si adattino ad una specifica musica, altre, invece, si esibiscono improvvisando, lasciandosi guidare dalle emozioni che la musica suscita in loro mentre sono sul palco.
Personalmente, come forse già si sarà notato, preferisco la seconda. Ogni donna è diversa dall’altra e ciascuna può sentirsi diversa a seconda del momento. L’aspetto più bello della danza orientale è quello di aprire una via all’espressione di sé: danzando ad improvvisazione si ha la possibilità di esternare ogni volta le proprie emozioni, ogni volta diverse.
Danzando su coreografia, a volte si rischia di essere troppo concentrate sui movimenti da fare e non riuscire a lasciarsi andare con la giusta espressività.
Si dice, in medio oriente, che una danzatrice veramente brava, deve giusto andare sul palco, ascoltare la musica e danzare.
Tutta via la stesso non può valere sempre per tutti in ogni occasione. Molto probabilmente per un’esibizione di gruppo in teatro sarà maggiormente adatta la preparazione di una coreografia, che sicuramente si presta a mostrare la bravura e la tecnica delle ballerine, nonché facilita la coordinazione tra tutte.
Questo non significa che in gruppo non si possa improvvisare! Nell’improvvisazione di gruppo è importante non solo saper seguire bene la musica, ma anche essere in grado di osservare le altre. Si crea come un gioco in cui ci si provoca a vicenda con un movimento o con un altro e si deve essere pronte a rispondere ai movimenti lanciati quasi come sfida dalle altre… quasi mi fa venire in mente una sfida in rime tra poeti che improvvisano, dove invece delle parole, è di scena il movimento.
Sicuramente è molto più divertente che seguire una rigida coreografia. Forse è meno rigoroso e preciso, ma sicuramente è molto più divertente!
In genere la danza orientale si presta molto più alla danza singola che all’esibizione in gruppo ed è qui chi danza ha la massima libertà di esprimersi.
Preparando una coreografia da presentare, si sa esattamente cosa si andrà a proporre sul palco e non rimane molto spazio per le variazioni. A parte qualche sfumatura, ogni volta che si presenta lo stesso brano, sarà all’incirca un ballo identico.
Con l’improvvisazione ogni volta tutto è da creare, tutto nasce sul momento e neanche la ballerina stessa sa bene cosa andrà a fare sul palco, dipende… Dipende da come si sentirà in quell'istante, dall’atmosfera, dalla reazione del pubblico.
Tuttavia alcune ballerine hanno una così forte personalità da riuscire a presentare ogni volta un qualcosa di nuovo, anche danzando su coreografia.
Nell’improvvisazione c’è un certa dose di rischio, non sempre ci si sente con l’umore alle stelle e non sempre il pubblico mostra partecipazione, in questi casi diventa molto più difficile esprimersi attraverso la danza. La coreografia da una sicurezza in più, si sa sempre bene cosa fare, indipendentemente dalle condizioni al contorno.
Come ho già detto, preferisco la spontaneità dell’improvvisazione alla perfezione tecnica di una coreografia. Da notare che anche per una buona improvvisazione è necessaria una grande conoscenza tecnica! Senza la padronanza dei movimenti non sarebbe impossibile improvvisare.
In conclusione, cosa è meglio e come scegliere? Ovviamente ciascuna sceglierà di esibirsi nel modo che la fa sentire maggiormente a proprio agio. Un ottimo compromesso tra le due forme è quello di coreografare alcuni passaggi musicali ben definiti, tipicamente l’entrata e l’uscita ed un certo numero di frasi musicali ben distinguibili all’interno del brano, quindi lasciarsi andare all’improvvisazione sugli altri. In questo modo si hanno alcuni punti fissati che possono servire da guida ed anche una discreta grado di libertà.
E’ molto importante quando si presenta un brano, conoscere molto bene la musica, quasi da poterlo canticchiare dall’inizio alla fine anche senza ascoltarlo. Questo vale sempre, ma in particolare quando si sceglie di improvvisare, solo così sì può essere sempre pronte ad inventare il movimento che ben si adatta al passaggio musicale che segue. |